La foto mostra il Prof. Schembra, Christian Grasso e Giuseppe Brischetto durante la sperimentazione del progetto VISION

Si è conclusa lo scorso 11 settembre la settimana di sperimentazione del progetto VISION (VIdeo Surveillance for Impaired persONs), risultato tra i vincitori alla terza open call indetta dal consorzio europeo FLAME. La sperimentazione, in realtà, si sarebbe dovuta svolgere nuovamente nella Millenium Square di Bristol, dove ad ottobre del 2019 lo staff di vEyes è stato impegnato nelle fasi finali del progetto Tourist Eyes. Purtroppo, l’emergenza da Covid-19 ha impedito che potessimo spostarci fuori dai confini italiani, costringendo l’intero team a ricorrere ad una modalità operativa che ha visto il nostro sistema, installato nello spazio antistante i laboratori del RILTUS (Polo Tecnologico del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica ed Informatica dell’Università di Catania), operare in collegamento telematico con i server dell’Università di Bristol.
Ma cosa fa esattamente questa nuova importante sfida, nata dalla collaborazione tra il team dei proff. Laura Gallluccio e Giovanni Schembra dell’Università di Catania e gli staff di vEyes e di HTLab (Healthcare Technology Lab), startup innovativa fondata e di proprietà di vEyes? VISION, come detto, è l’acronimo inglese di “Sistema di Videosorveglianza per Persone con Disabilità Visiva” e sfrutta le potenzialità e le tecnologie introdotte dai sistemi Tourist Eyes di vEyes e Di.Mo.Vis. del team dei proff. Schembra e Galluccio. Senza voler entrare in dettagli tecnici complessi, ci siamo chiesti cosa fosse possibile far fare alle telecamere di cui è dotato Tourst Eyes, in aggiunta al guidare un disabile visivo attraverso punti di interesse. Abbiamo provato, quindi, a metterci dalla parte dei familiari di un non vedente che si muove in autonomia, utilizzando il bastone bianco o il cane guida, per andare a lavorare, a lezione, a fare la spesa o altrove, affidandosi a Tourist Eyes. Sono mille le preoccupazioni in questo caso! Tra tutte, quella che il proprio caro potrebbe inciampare e, cadendo in malo modo, rimanere per terra per parecchio tempo per le conseguenze della caduta, magari in un luogo non molto frequentato. Ci siamo quindi chiesti se la nostra tecnologia potesse essere in grado, con opportune estensioni, di risolvere questo ulteriore problema. È qui che è nata una delle funzioni di VISION. Attraverso una app dedicata, il familiare del disabile visivo può selezionate le telecamere di Tourist Eyes presenti lungo il cammino del proprio caro, chiedendo di ricevere una notifica in caso di emergenza. Quale? Semplice: VISION, analizzando in tempo reale le immagini prodotte dalle telecamere, è in grado di rilevare l’eventuale presenza di una persona accasciata per terra e di far partire automaticamente una notifica a tutte le app delle persone che hanno chiesto di essere avvertite dal sistema. La notifica indica che sotto una delle telecamere selezionate, in quel momento, c’è una persona per terra, immobile da oltre 15 secondi. Sempre attraverso l’app, poi, è possibile visualizzare da remoto le immagini riprese dalla telecamera oggetto della notifica, in modo da rendersi conto se la persona per terra è o meno il proprio caro. Naturalmente, in aggiunta, è possibile fare anche in modo che il sistema chieda in automatico l’intervento del 118, dove un operatore potrà attivare le dovute verifiche delle immagini, prima di inviare una ambulanza.
Ma, nonostante il nome, VISION è pensato non solo per fornire servizi a persone con disabilità visiva, ma all’intera comunità. Ad esempio, tra le funzioni introdotte attraverso Di.Mo.Vis.,  le forze dell’ordine potranno fruire delle immagini catturate da una qualsiasi delle telecamere di cui il sistema è dotato, ed osservarle o in presa diretta, o tramite accesso alle registrazioni, per ragioni di pubblica sicurezza.
Un’altra importante tecnologia, dunque, figlia della preziosa collaborazione con lo staff dei proff. Schembra e Galluccio, si unisce alle tante prodotte da vEyes. Inutile ricordare che le opportunità messe a disposizione da queste soluzioni sono notevoli. Rimane “solo” da lavorare affinché anche in Italia si possano iniziare a configurare nuove installazioni, necessarie da una parte ad affinare sempre più queste tecnologie, rispondendo ai feedback degli utilizzatori, dall’altra a trasformarle in servizi sempre più standardizzati, a disposizione di chiunque possa veder migliorata la qualità della propria vita grazie all’uso di tecnologie, troppo spesso oggetto di vere e proprie (ingiustificate!) caccia alle streghe, come il 5G o l’intelligenza artificiale.

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