La foto mostra l'incontro tra lo staff di vEyes e quello del Bambin Gesù di Roma

Così come abbiamo avuto modo di anticipare attraverso i nostri canali social, il 18 dicembre si sono messe le basi per l’avvio della sperimentazione di redEyes presso l’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” di Roma (sede di Palidoro), diretta dal prof. Luca Buzzonetti. L’attività, co-finanziata dallo stesso ospedale e dall’Associazione Cataratta Congenita, vedrà per i prossimi 12 mesi l’utilizzo dell’infrastruttura vEyes RRE (Red Reflex Examination) come strumento di diagnosi, archiviazione ed analisi dei dati, su tutti i bimbi indirizzati presso tale centro di eccellenza nazionale per essere sottoposti a controlli oculistici (soprattutto in caso di sospetto retinoblastoma o cataratta congenita).
Dopo un breve meeting, durante il quale si è concordato il protocollo operativo (vedi foto), alla presenza del prof. Luca Buzzonetti (responsabile dell’UOC di Oculistica del Bambin Gesù), del dottor Antonino Romanzo (medico oculista, strutturato presso il Bambin Gesù), del dottor Giancarlo Iarossi (responsabile dell’ambulatorio di genetica oftalmica dell’Ospedale Bambino Gesù), del dottor Marco Montes (ortottista, assistente in oftalmologia, perfezionato in ipovisione e riabilitazione visiva, consulente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù), del dottor Alberto Mazzi (Presidente di Associazione Cataratta Congenita), del prof. Massimiliano Salfi (Presidente di vEyes) e del dottor Andrea Caruso (responsabile del progetto vEyes RRE), si è subito passati ad una prima fase operativa, effettuando il test del riflesso rosso attraverso l’uso di redEyes su tutti i bambini previsti a visita per la giornata, al fine di consentire a coloro i quali dovranno utilizzare lo strumento di vederlo all’opera, testarne le potenzialità attuali ed iniziare a prenderne familiarità.
Obiettivo della sperimentazione è ovviamente quello di affinare l’algoritmo alla base di redEyes, grazie alla collaborazione con un partner ospedaliero ed uno staff clinico di tale eccellenza, fino al rilascio definitivo, mettendo le basi per una estensione presso tutti i punti nascita del territorio nazionale e presso tutti i pediatri italiani (obiettivo sicuramente ambizioso, ma oramai per nulla impossibile).
Ricordiamo che la sperimentazione dell’infrastruttura vEyes RRE (Red Reflex Examination), di cui redEyes rappresenta il cuore, è partita nella seconda metà dello scorso anno, nelle strutture cliniche catanesi, grazie alla collaborazione con la clinica oculistica del Policlinico di Catania, diretta dal prof. Teresio Avitabile. Lo staff clinico interno a vEyes, coinvolto nel progetto da un paio di anni, vede la partecipazione della dottoressa Caterina Gagliano (medico oculistica), della dottoressa Roberta Amato (ortottista ed assistente oftalmologico), della dottoressa Agnese Pellegrino (ortottista ed assistente oftalmologico) e della dottoressa Sonia Pittalà (ortottista ed assistente oftalmologico). Da gennaio di quest’anno, dunque, la sperimentazione clinica di redEyes vedrà impegnati, in parallelo, diversi centri: oltre al suddetto Ospedale Pediatrico “Bambin Gesù” di Roma, infatti, ed all’ospedale Santa Marta di Catania, si partirà a breve con la neonatologia dell’Ospedale “Santo Bambino” di Catania, grazie alla collaborazione con il responsabile, prof. Raffaele Falsaperla.

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