L’atmosfera natalizia sfuma in una dissolvenza che assume varie forme e, per chi vede, variegati colori. È il pandoro dalla confezione variopinta che campeggia, a prezzo stracciato, sullo scaffale del supermercato e pare che dica: “Mangiami, sono ancora buono”. E sono i molti regali scambiati, alcuni di dubbia utilità ed incapaci di incontrare il nostro gusto, la cui fine sarà quella di essere riciclati.

Sempre più il Natale è vissuto anche virtualmente: nelle migliaia di video augurali animati che invadono gli schermi dei nostri telefoni. Per noi il Natale virtuale è la app: “Frasi Spirituali”, ergonomica, accessibile, con pochi pulsanti ben delineati dal punto di vista spaziale e, quindi, facilmente trovabili. Ci si muove in un labirintico irenismo, affidando al caso la scelta della nostra frase guida –  può essere di un romanziere, di un cantante, tratta da un testo spirituale di una qualsiasi tradizione, tutto fa brodo. Però è carina. Vediamo come si usa.
Orientiamo il telefono con la porta di caricamento rivolta verso il nostro stomaco e lanciamo la app precedentemente installata dal Play store, facendo clic qui dal proprio dispositivo, in modo gratuito. Inizialmente ci appariranno alcuni avvertimenti, inutili nel caso di un non vedente, poi in basso troveremo il pulsante: nuova frase. Se lo premiamo scorreranno e saranno leggibili nella parte centrale dello schermo, le varie frasi guida.
In alto i pulsanti per condividere l’applicazione tramite messaggio od altre forme. Sempre in alto, utile il pulsante: cronologia. Questo bottone riepiloga in ordine cronologico le frasi che ci hanno guidato in passato, dicendoci anche il tempo decorso dalla loro visualizzazione.
La applicazione in sé non è utilissima, poco più che un passatempo, ma pedagogicamente può fungere da rinforzo positivo consentendo, con uno sforzo relativamente esiguo di ottenere un grande risultato. I suoi vantaggi, da questo punto di vista, sono molti: la dislocazione spaziale dei pulsanti e la loro esiguità, il fatto che i bottoni siano tutti etichettati e, quindi, correttamente vocalizzati dai nostri sistemi. Insomma, inoltriamoci in questo labirinto, scegliamo per ogni giorno una frase guida, chissà che non ci doni anche la pazienza per imparare il telefono.

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