La tombola è il gioco che per eccellenza appassiona grandi e piccini. Ma per chi non vede? Può un non vedente giocare a tombola? E come fa a vedere i numeri nella cartella?

Noi ci occupiamo di integrazione, di inclusione sociale e l’idea di poter escludere qualcuno solo perché non può vedere i numeri ci sembrava una cosa alquanto impensabile. Dopo un’accurata ricerca, abbiamo scoperto che esiste la tombola tattile. È uno strumento semplicissimo da utilizzare. Ogni cartella contiene 15 numeri, suddivisi in 3 righe da cinque numeri. Il giocatore che riesce a completare la cartella, quindi, fa tombola e si aggiudica il premio finale. Allora dove sta la differenza? Semplicemente nel fatto che i numeri sono presenti sia in nero, per chi vede, che in Braille per chi ha una disabilità visiva.

Lo scorso 22 dicembre, in collaborazione con il Comune di Milo, abbiamo realizzato una tombola tattile. È stato un momento ricco di emozione e condivisione. Non è un’utopia pensare di poter giocare tutti insieme, utilizzando le stesse cartelle. Esultare animatamente se hai fatto ambo o terno. La differenza, come detto, sta nella diversificazione degli strumenti di lettura. I non vedenti si avvalgono di un sistema di lettura diverso dal nostro, chiamato Braille.

È stata la professoressa Angela Maria Messina a condurre il gioco. Una non vedente ha trascinato tutti, grandi e piccini, con la sua simpatia e il suo sorriso. Ci ha chiamati tutti ad estrarre il numero, come? Non potendoci vedere ha cercato di raffigurarci, rappresentandoci per il nostro colore di occhi o di capelli o per il numero di scarpe che portavamo. Ad esempio: “Chi ha il colore di capelli rosso?”. O “chi porta il numero di scarpe 44?”. Riusciamo a immaginare una persona per il numero delle scarpe o per il colore dei capelli, senza poterla vedere? Abbiamo dunque giocato con il nostro corpo, guardandoci i capelli, i piedi, gli occhi. Abbiamo esplorato i nostri sensi, il nostro tatto, toccando i numeri in rilievo trascritti in Braille. Attraverso il tatto e il suono possiamo crearci una rappresentazione mentale della realtà circostante.

Sono stati i bambini i protagonisti principali che alla professoressa Angela Maria hanno posto molte domande. Poche parole, semplici, dirette sono bastate a soddisfare la loro curiosità, priva di giudizio critico.

“La diversità è un assortimento di colori in cui sai di poter giocare con infinite sfumature. La saggezza sta nel sapere stare con la differenza, senza eliminare la differenza” (Gregory Bateson).

 

In foto lo staff di vEyes che ha tenuto l’evento, con al centro il Sindaco di Milo, Alfio Cosentino, a destra l’Assessore al Turismo, alle Pari Opportunità, alla Cultura e beni culturali, all’Artigianato ed ai Servizi Sociali, Francesca Strano e, seconda da sinistra, la professoressa Angela Maria Messina.

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