La foto mostra un treno in prossimità di una stazione ferroviaria

Ne è passato di tempo da quando la locomotiva di Francesco Guccini sfrecciava fendendo monti e vallate, segno di un progresso dominato dall’uomo e metafora della “fiaccola dell’anarchia” che sembrava nessuno potesse spegnere. Oltre al tempo, sono passate anche molte illusioni che pareva la locomotiva portasse con sé ed in sé. Il treno però rimane: metafora del viaggiare ed anche variopinto microcosmo, luogo di aneddoti e nuove conoscenze. Invece di abbatterla, come Guccini avrebbe voluto, il treno pare confermare la stratificazione sociale: dalle lussuose carrozze di prima in alta velocità, con tanto di aperitivo quando si sale a bordo, ai convogli regionali meno confortevoli. Fino al Roma-Campobasso, un treno che faceva un rumore diverso dagli altri ed in cui il mio orecchio si imbatteva qualche anno fa, quando mi recavo spesso a Termini. Quel treno partiva mentre io percorrevo la stazione, dai lontani binari destinati ai convogli che provenivano dalla provincia, fino all’uscita, per immergermi poi, nel dedalo della biblioteca nazionale dove mi attendevano lunghe ore di studio, connesse con il dottorato in filosofia. Quel convoglio a nafta ricorda quanta strada ancora dobbiamo fare anche solo nella prosaicità della cronaca, tralasciando il magnifico e progressivo incedere della locomotiva.

Il treno è anche, per ovvie ragioni, il mezzo di trasporto prediletto da chi non vede. Il passeggero “a ridotta mobilità”, questa è una delle tante definizioni che la fervida fantasia del politicamente corretto ha creato, è dotato di una concessione speciale che gli consente due forme di viaggio. La prima da solo, o come una volta lesse con parola orribile sul terminale l’addetto dell’agenzia, isolato; la seconda con accompagnatore, godendo di forti riduzioni e di una assistenza all’interno della stazione. Prima di viaggiare, però, anche per prenotare questa assistenza, occorre pianificare: quale treno prendere? A che ora? In questa pianificazione, ancora una volta, è la tecnologia a venirci in aiuto, confermando il suo ruolo di straordinario facilitatore.

L’applicazione guida in questo settore, almeno in ambiente Android, è “Orario Treni”, (dello sviluppatore Paolo Conte. Fai clic qui dal tuo smartphone per installarlo). Orientando il telefono con la porta di caricamento rivolta verso il proprio stomaco, troviamo in alto i pulsanti: “Menu principale”. Consente di accedere al Menu principale dell’applicazione che appare disponibile sia in forma gratuita, sia in una versione pro, con funzionalità aggiuntive indicate nell’applicazione liberamente scaricabile. Esplorando la schermata del menu principale troviamo: Cerca treno; Cerca stazione; Abbonamenti; Notizie. Le altre funzioni ci paiono intuitive, ci soffermiamo, quindi su “notizie”, che riporta informazioni dalle principali compagnie ferroviarie: TrenItalia, Italo, oltre ad informazioni su eventuali scioperi.

Per cercare, riempire la casella di modifica contrassegnata con “partenza” o con “arrivo”, per immettere le relative stazioni. Premendo “cerca ora” si avvia la ricerca e, sotto ogni soluzione trovata, ci soccorre un comodissimo pulsante “acquisto”. Come annuncia la stessa applicazione, questo pulsante ci fa entrare in contatto con l’interfaccia di Trenitalia, da cui acquistare in sicurezza il nostro tagliando telematico. Dall’interno della soluzione trovata, in alto il comodissimo pulsante “Menu”, ci consente di salvare l’orario che comparirà nella soluzione degli orari salvati o di aggiungerlo ai preferiti. La semplicità d’uso di questa applicazione scoraggia ulteriori illustrazioni che appesantirebbero la trattazione senza aggiungere nulla all’esperienza di ogni singolo utente, sottraendogli solo la curiosità di scoprire.

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