La foto mostra un fondale marino popolato da animali

Eccoci tornare con la nostra amata rubrica dedicata alla conoscenza degli sport praticabili da ipovedenti e ciechi. In questo numero partiremo dalla lettera “G”, trattando il goalball, e approderemo alla lettera “I” – soffermandoci sull’immersione – passando per la “H”, lettera quest’ultima che come iniziale non troviamo (e però siamo pronti a fare ammenda se si tratta di una nostra lacuna) nel nome di nessuna disciplina sportiva praticabile in condizioni di cecità, ma che comunque ci dà lo spunto per illustrare, seppure per grandi linee, uno sport ancora relativamente poco conosciuto nel nostro paese: l’hockey. Buona lettura, allora, nella speranza che da qui alla fine della nostra rubrica ciascuno possa trovare il proprio sport ideale.

G COME GOALBALL

Il goalball, un po’ un misto tra il dodgeball e il calcio, nasce verso la fine del 1945 come mezzo di riabilitazione per i veterani della seconda guerra mondiale. Successivamente si sviluppò in un gioco agonistico e nel 1976 venne selezionato come sport dimostrativo ai Giochi paralimpici estivi tenutisi a Toronto. Nel 1980, poi, il goalball entrò ufficialmente nel programma delle Paralimpiadi estive ad Arnhem. La palla contiene al suo interno un sonaglio, in modo da poter essere udita e individuata facilmente. Due squadre si schierano in campo ciascuna con 3 giocatori, e con la disponibilità per ognuna di 2 riserve. I giocatori in campo difendono 4 porte allineate, simili alle porte del calcio a 5. Lo scopo dei giocatori è quello di segnare in una delle reti avversarie, facendo però attenzione a non superare la metà campo. Il match è diviso in due tempi da 10 minuti ciascuno, per un totale quindi di 20 minuti complessivi. Il campo da gioco ha una lunghezza di 18 metri ed una larghezza di 9, con una linea a che divide il campo in due metà. Possono giocare sia atleti ipovedenti che ciechi e, per non creare discrepanze, tutti gli atleti giocano, a pieno contatto con il pavimento, bendati. Mentre gli atleti disputano la partita gli spettatori cercheranno di mantenere il massimo del silenzio in modo da permettere ai giocatori in campo di disputare l’incontro senza essere disturbati da rumori.

H  COME HOCKEY

L’hockey è uno sport nel quale due squadre gareggiano cercando di spingere un dischetto, o una palla, all’interno della porta avversaria, con l’aiuto di un bastone. L’hockey, che non ci risulta praticabile da ipovedenti o ciechi,  può essere esercitato su un prato, e quindi giocando sull’erba utilizzando una palla, oppure sul ghiaccio o su una pista (quest’ultimo è detto hockey a rotelle), e in questi ultimi due casi viene utilizzato un disco.

I  COME IMMERSIONE

L’immersione, o comunque la pratica subacquea, si offrono come opportunità anche agli ipovedenti e ai non vedenti dando la possibilità di vivere emozioni intense. Un istruttore specializzato e qualificato accompagna i praticanti, portando con sé un riconoscitore plastificato che racchiude una gran mole di informazioni sulle numerosissime specie che popolano i fondali marini: il tutto, ovviamente, scritto in braille. Con i soggetti ipovedenti si possono raggiunge tre tappe di profondità: il primo livello li abilita a scendere fino a 18 metri, il secondo fino a 25 metri e il terzo fino a 39 metri. Immersioni in compagnia sono inoltre possibili, dopo un’apposita preparazione, anche a sub non vedenti. Diverse sono le testimonianze che descrivono le meravigliose sensazioni che è possibile provare praticando l’immersione subacquea: la possibilità di sentire sul proprio corpo le bolle, di toccare e scoprire  meraviglie della natura marina, di inebriarsi del silenzio che regna, di conoscere e imparare a gestire il proprio respiro….

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