L'immagine raffigura il logo del Play Store Android

Si narra, ma l’episodio è poco attendibile, che ad un asino affamato ed assetato furono portati, contemporaneamente, acqua e cibo. La bestia restò attanagliata, fino a morire, dall’amletico dubbio su quale dei due ingerire prima. Affetto da carestia di libri, bramoso di scaricare musica, voglioso di dilatare la sua autonomia quotidiana, il cieco di fronte al Play Store rischia di fare la fine di quel celebre asino, detto di Buridano. Tanti pulsanti, tutti etichettati, quindi tutti accessibili, fanno baluginare dallo schermo meraviglie. Cose fino a pochi anni fa semplicemente impensabili: leggere un libro appena uscito, ascoltare il disco del proprio artista preferito, scaricare una voce di qualità elevata o una applicazione grazie alla quale ordinare scadenze. Ma se non vogliamo ragliare alla luna come l’asino ci dobbiamo orientare. Prendiamo quindi, come punto di riferimento, la porta da cui si carica il telefono e direzioniamola verso il nostro stomaco. Spostiamo il nostro dito verso l’alto ed iniziamo con pazienza ad esplorare lo schermo. Ciascun pulsante dischiude un tesoro da dissotterrare.
Affiancati, in alto, troviamo i pulsanti: 1) ricerca. Effettua la ricerca di un contenuto variabile, applicazione, film, libro, brano, tramite la sua digitazione mediante tastiera. Anche durante la digitazione, compaiono a schermo, immediatamente sopra alla tastiera, i risultati via via trovati. Terminata la digitazione premere in basso il pulsante: ricerca. Trovata la app o il contenuto di proprio interesse, premere in rapida successione sullo stesso e poi toccare installa. Accettare eventuali autorizzazioni di accesso che l’applicazione dovesse chiedere; 2) ricerca vocale. Effettua sempre la ricerca di un contenuto se questo viene scandito vocalmente, dopo aver udito un suono che segnala il fatto che il telefono è pronto ad ascoltarci. Questa modalità di ricerca può essere utile ai principianti.
Ma cosa si troverà mai in questo dedalo virtuale? Se muoviamo il nostro dito la sintesi dirà: Home, pagina principale, selezionata come attiva. A seguire, in una linea ideale orizzontale, troviamo: 1) Giochi. Poco utile, ma comunque cercando, qualcosa si può trovare; 2) Film. Consente la visione e, comunque, l’ascolto di film; 3) Musica. La sezione musica contiene i pulsanti “brani più venduti” e “album più venduti”.
Poco sotto, il pulsante denominato categorie, restringe la ricerca alle applicazioni che rientrano in una certa tipologia. Tra le categorie, quella denominata “produttività” raccoglie agende, blocchi per appunti virtuali ed altre applicazioni utili per il lavoro. Altre categorie in elenco sono: famiglia, affari, bellezza, casa ed arredamento. Premendo su una categoria per due volte, si restringe lo spettro della ricerca a quella tipologia.
​ Il pulsante “classifiche” raggruppa le applicazioni a seconda delle valutazioni date dagli utenti. Purtroppo non è detto che in tali valutazioni si tenga conto del fattore accessibilità, essendo queste fatte per lo più da utenti vedenti.
Per noi un aspetto oggettivamente rivoluzionario di Google Play è legato ai libri. Non tutti sono accessibili, soprattutto qualora non sia presente la dicitura lettura ad alta voce, contenuta in altre opzioni, che consente una vocalizzazione continua da parte del sintetizzatore vocale, ma il numero e spesso la qualità dei testi, anche gratuiti, sono ragguardevoli. Entrati nella sezione legata ai libri, cercare un testo, come visto sopra, poi prelevare l’anteprima gratuito e verificare, in altre opzioni, che sia disponibile la lettura ad alta voce. In caso affermativo, qualora questa sia presente, procedere serenamente all’acquisto. Buona lettura.

 

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