L'immagine raffigura un gruppo di persone che si dirige verso la cima dell'Etna

Scaldati i motori, eccoci in viaggio. Lungo strade inesplorate, e fors’anche disseminate di insidie. Ma in viaggio, finalmente: carichi di speranze e con il cuor leggero e fiducioso che accompagna l’avvio di molte avventure, sebbene consci, eccome, che puntuali si presenteranno ostacoli e difficoltà, se non perigli. Ma la mèta è ben definita: chiara e appagante, si staglia al di là d’ogni dubbio e timore, annullando – di fatto – ogni dubbio e timore. In soldoni: vEyes Magazine, avviando con questa prima uscita il suo cammino, punta senza esitazioni al solo traguardo che ne giustifica la nascita e la stessa esistenza in vita. Un traguardo che ha molti nomi – condivisione, partecipazione, adesione, e chi più ne ha più ne metta – accomunati da un unico denominatore: la ferma intenzione di offrire – anzi, di costruire con il contributo di quanti lo vorranno – una piattaforma di dibattiti e confronti, di scambio di conoscenze e perché no?, di relazioni, aperta a tutti. Tutti: non importa se dotati d’una vista di falco o se ipovedenti o non vedenti; e ancora, tutti, quali che siano censo, status sociale ed eventuali disagi.

Ecco allora che vEyes Magazine, al contempo, vuole essere e sarà pullman sempre pronto a far tappa per spalancare le sue porte e far posto a chi vorrà imbarcarsi con noi: a bordo c’è già una bella e nutrita comitiva, vogliosa di far bene e assortita, tale da inorgoglire chi ne sta scrivendo avendo anche l’onore di ritrovarsi al volante. Ampliarci, crescere di numero, contare su sempre nuove adesioni e contributi, però, ci farà bene e soprattutto farà bene a questa iniziativa che debutta. Abbiamo molta strada da percorrere, procedere insieme ce la renderà più leggera. E condividendo, ciascuno sarà protagonista: come ci insegna proprio questa prima uscita di vEyes Magazine con il racconto, tra l’altro, della salita sin sulla cima dell’Etna di una non vedente, Anna Barbaro, e di un ipovedente con difficoltà pure nell’udito, Dario Sorgato. Nella loro impresa c’è lo spirito che speriamo possa sempre animarci.

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